Arriva Willie Nile, rocker prima di Dylan e Springsteen

È stato definito dylaniano in tempi non sospetti, springsteeniano quando ancora Bruce non era diventato il Boss. Nulla di strano per uno che ha fatto del sano, sudato rock, sia pur d’autore, uno stile da ben prima che i capelli presbitero gli diventassero grigi (è del ’48). Willie Nile approda stasera al Teatro Miela con una fama che è solida soprattutto tra gli addetti ai lavori (il classico musician’s musician) e quanti amano cercare le pietre più preziose nel grande scrigno della musica americana. Ne ha fatta di strada, da quel 1980 nel quale comparve nelle vetrine dei negozi di dischi un LP con una copertina che dipingeva il primo piano di un giovane con ciuffo ribelle e sigaretta tra le labbra, già duro e scafato come pochi. Una manciata di canzoni che lasciavano il segno come “Vagabond Moon” ed “It’s All Over”, “Dear Lord” e “Old Men Sleeping On The Bowery”. Spaccati di una New York che non dormiva e non dorme mai e di cui è sempre stato un attento e poetico cronista dopo il trasloco dalla natia Buffalo. Da allora, pur tra gli alti e bassi di una carriera sempre lontana dallo ”superstardom”, Willie Nile ha costruito un intera carriera senza mai scendere a compromessi con lo show business, quasi a ricordare che raramente la grande musica fa rima con grandi soldi. Eppure di canzoni degne di note ne ha inanellata più d’una. Dalla intensa “On The Road To Calvary” dedicata all’amico scomparso Jeff Buckley, che Lucinda Williams ha definito senza mezzi termini «la più bella canzone sentita in vita mia» a quella “Hard Times In America” che, scritta in tempi precedenti a quelli di Bush junior, ha finito per diventare il manifesto pacifista in un’America in piena paranoia post 11 settembre. Amico fraterno di Bruce Springsteen, Willie è da sempre presente assieme a lui nelle esibizioni dell’ormai decennale “Light Of Day” Benefit tour; il Boss lo ha pure invitato sul palco durante i suoi concerti al Giant Stadium di NY ed a Buffalo pochi mesi fa. A Trieste, grazie all’iniziativa della neo costituita Associazione Culturale “Trieste is Rock”, Willie Nile presenterà il suo nuovissimo album “The Innocent Ones”. Con lui sul palco Johnny Pisano al basso e Frankie Lee alla batteria oltre alla chitarra straordinaria di Jorge Otero. Previsti, oltre al suo repertorio, omaggi a Joe Strummer dei Clash e persino a Jim Carroll, quello dei ”Diari del basket”.

Articolo di Furio Baldassi, il Piccolo — 15 aprile 2010, pagina 28, sezione: Cultura-Spettacolo

02 DICEMBRE: Light of Day Benefit Tour 2022

Torna a Trieste (per l’undicesima volta) il sound della East Coast americana a favore della ricerca sul Parkinson, SLA e Sclerosi Multipla.Nata ad Asbury Park nel New Jersey, con il nome preso in prestito da una sferzante canzone di Bruce Springsteen (tra gli ideatori dell’iniziativa), questa manifestazione ogni anno vede impegnati artisti della scena rock/folk/blues USA in un tour benefico che a dicembre di ogni anno fa tappa anche in Europa.

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