JOE D’URSO & STONE CARAVAN + MIAMI THE GROOVERS, Ausonia 21.05.20

di Lorenzo Semprini (Miami the Groovers)


Gioia. Comunità.
Trieste la potrei riassumere in queste due parole che ho sentito nel weekend.
Gioia perchè ogni volta è così. Quella alchimia che si crea tra chi suona e chi ascolta. Ma non solo. E’ quasi impensabile per chi non abbia mai messo piede nella città più “distante” dal resto d’Italia per capire.
Un calore pari a quello che puoi trovare nel nostro sud, una voglia di divertirsi, di essere parte di qualcosa…davvero indescrivibile per certi versi. Ora basta, sennò sembra un delirio o un atto di mielosi complimenti. Ma non è così. Quando i ragazzi di Trieste rock mi confermarono al doppia data noi, Miami & the Groovers più Joe D’Urso and Stone Caravan già sapevo che ci sarebbe aspettata una serata di rock strepitosa. E così credo sia stato. Già arrivi a Trieste e il colpo d’occhio dalla strada costiera ti ricarica di energie dopo il lungo viaggio. Poi incontri volti, occhi, sorrisi familiari…e poi questa volta c’è anche gente che si è fatta tanti km come noi dalle Marche, Emilia, Romagna, Lombardia…
L’ora del check va per le lunghe con un po’ di comprensibile nervosismo. Il check è forzatamente veloce, due mezze canzoni noi e 3 minuti Joe e banda poi dritti a mangiare. Quando torniamo al locale, che è vicino al mare, vediamo già tanta gente, una temperatura che poi si rivelerà quasi tropicale e un’aria che sa già di rock.
Parte Joe con i suoi magnifici Stone Caravan. Io ormai li conosco da anni, ma ogni volta è un vero piacere sentirli suonare…li ho già avvertiti che troveranno un pubblico caldissimo e suggerisco a Joe di suonare una canzone…di cui vi dirò! Partono con “Last song to be sung” seguita da “Welcome home”….a fine canzone gli applausi sono davvero tanti ed il locale è strapieno!Una “Badlands” cantata da tutti nella particolare versione ska-reagge solita dei Caravan. Il bassista Lou De Martino ci mette 3 canzoni per diventare l’idolo del pubblico con le sue mosse, le sue espressioni e la sua carica. Sam La Monica alla batteria e Greg Lykins alla chitarra solista sono come dei rulli compressori. Bel momento per “Tell me why” il pezzo più pop di Joe e grande “Rocking in the free world” suonata con Powlean, alias Paolo Serra, triestino doc. Lo show si infuoca con “Minute to midnight” ed una infinita “The other side of midnight”… Io ho il piacere di bissare il duetto fatto a Lugo alcuni mesi fa per il Light of day con la mia strofa in italiano di “Never missed you more” una delle ballate più belle scritte da Joe. Il finale prevede “Powderfinger” di Neil Young (ecco quale era il mio consiglio) che scatena i tanti fans di Neil Young in sala e la “solita” devastante “Noisy guitars” in chiusura. 100 minuti di sano, sporco e grintoso rock and roll.
Anticipati da un breve set acustico di Powlean, saliamo sul palco verso le 24,15 quando la temperatura è già alta sia grazie al set dei Caravan sia al caldo. Ma l’affetto che ci ha seguito sin dalla prima data triestina (2006) è sempre lì, anzi forse ancora più forte. Partiamo con una sorpresa: Magic Bus degli Who, dedicato al “magic bus triestino” che va in giro per mezza Europa dietro ai propri rockers preferiti come Bruce, Pearl Jam, Neil Young… il pezzo non lo abbiamo mai provato, ma viene fuori bene con il beat “alla Bo Diddley” e i cori in cui si aggiungono Antonio Zirilli ed il mitico Lou!!! Seguita subito dal beat tom e timpano di Marco su Jewels and medicines… al 3° pezzo rievochiamo il duetto che compare su Dirty Roads: Waiting for me insieme a Joe D’Urso…(ah dimenticavo il mio saluto in triestino…migliorabile!) Senza pausa passiamo a “The ’59 sound” gran pezzo dei Gaslight Anthem che recentemente abbiamo messo in scaletta e che fa esaltare i ragazzi del pubblico. Un piccolo accenno di “Radio nowhere” in mezzo al pezzo aggiusta tutto. Ma non vogliamo dare tregua a nessuno “Held up without a gun” il pezzo punk-rock di Bruce con “I wanna be sedated” dei Ramones cantata da Beppe… Respiriamo un po’ con “Trust revisited” ed una corale “Tears are falling down” cantata veramente da tutti, seguita da “Blister in the sun” dei Violent Femmes che evoca un 6° grado della scala Mercalli. E’ passato da poco il compleanno della nostra amica Tahnee, vera rocker ed anima femminile del Trieste is rock: “Bobby Jean” per piano voce ed armonica…spero che sbuchi un video da qualche parte di questo splendido momento. Seguono a ruota 4 pezzi nostri: Love has no time, Sliding doors (dove l’ovazione per il solo finale è totale), Walk in the light e Back in town…”era il trittico del destino” ma con l’aggiunta di Walk in the light è il poker del destino… Su back in town il “forever young” con gli occhi accesi di tutti è senza prezzo. Arriva il reagge di “Guns of Brixton” dei Clash che vista anche la temperatura afosa del locale ci sta e poi “I fought the law” seguita dalla nostra (e clashiana) “Broken souls” introdotta da un gran giro di basso di Luca Fabbri…Beppe canta di fila “Police on my back” e “Rock this town” che succhiano le ultime energie a chi c’era lì e che portano dritto ad una lunga jam rock’n'roll che si chiama “Local rocking band” in cui dentro ci sono “Wipeout”, “Proud Mary” ed uan strepitosa “Rock’n'roll” dei Zeppelin cantata magistralmente da un’altra rocker triestina…Dorina! Strepitosa! Il nostro set è finito ma c’è ancora tempo per un giro di giostra introdotto al piano da Alessio Raffaelli, “Merry go round” un pezzo che non mi stancherò mai di cantare. Lo giuro. Il gran finale prevede sul palco: Marco Diamantini dei Cheap Wine (inatteso e gradito ospite), Powlean, Joe D’Urso. Antonio Zirilli, e il meraviglioso Franco Stogaus una persona fantastica che trasmette rock’n'roll e forza da ogni prospettiva… No surrender di Bruce. Il pezzo giusto per finire. Per il ritmo e per le parole. Nessuno si arrenderà questa sera a Trieste e finire questo splendido concerto con tanti amici sul palco e visi stanchi ma gioiosi tra il pubblico sono la miglior ricompensa possibile. Trieste is rock, anzi Trieste szè rock! 4 ore abbondanti di rock and roll. Un grazie particolare a raphael, ilario, franco per l’instancabile lavoro. Missione compiuta. Il giorno dopo, con qualche ora di sonno ci ritroviamo in uno splendido posto in collina per un pranzo tra tanti amici. Ci aspetta un altro concerto a Ferrara ( e che serata pure lì!) ed è ora di partire, a malincuore. E mentre guidando do un’ultima occhiata al panorama della costa sento già la nostalgia per questa città e per i suoi splendidi rocker.

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