WILLIE NILE 15.04.2010 Teatro Miela

SETLIST:

1)    Places i have never been

2)    Rite of spring

3)    Run

4)    Vagabond moon

5)    Hit the road jack (Ray Charles)

6)    Give me Tomorrow

7)    She’s so cold

8)    Cell Phones ringing (in the pockets of the dead)

9)    Streets of New York

10)  House of thousand guitars

11)  The innocent ones

12)  When one stands

13)  People who died

14)  Hard times in America

15)  Ramones Medley (Ramones)

16)  Satisfaction (Rolling Stones)


Giovedì 15 aprile, primo pomeriggio, è una splendida giornata primaverile, andiamo incontro alla band appena arrivata da Ferrara che abbiamo provveduto a sistemare comodamente in un nuovissimo hotel del centro.

Willie riconosce subito Garybaldi, ricorda il lungo incontro al Light Of Day di Como di due anni fa; dopo le presentazioni con i ragazzi della band e con il simpatico Antonio Perugini, il loro tour manager, li accompagna a pranzo in un locale affacciato al nostro Canale del Ponterosso. Grazie alla giornata di pieno sole e ad un buon pasto caldo Willie e la band si rilassano, è forse la prima meritata pausa dopo una settimana “on the road” su e giù per il Belpaese.

Si Chiacchiera a lungo, Willie è a suo agio e racconta di quanto gli è accaduto in gennaio ad Asbury Park quando durante il suo set al Light Of Day Benefit Concert alla Convention Hall, assieme a Bruce (si proprio Springsteen!), in piena trance “agonistica” si è strappato il polpaccio. Alla fine di quel concerto memorabile, terminato regolarmente, è dovuto ricorrere alle stampelle per due mesi ed ancora oggi indossa un tutore in neoprene.

Nonostante questo non trascurabile particolare ci promette una serata tiratissima e  confessa che ogni sera tutta la stanchezza scompare quando sale sul palco: questa è per lui la miglior medicina!

Il nostro Garybaldi li conduce per un brevissimo giro turistico sulle rive che incantano i nostri ed alle 17 in punto arriviamo in teatro per il sound check.

Grazie ai tecnici del Miela, veri professionisti, le prove filano lisce e possiamo assaporare in anticipo quello che ci attenderà di lì a poco sul palco.

Dopo le immancabili foto in Piazza Unità ci aspetta una succulenta cena alla “Tecia”, il nostro buen retiro, innaffiata con alcuni bicchieri del nostro miglior vino doc che rendono carichi ed entusiasti Willie, Frankie, Johnny, Jorge e l’indispensabile e bravissimo tour manager Antonio.

Il fatto di mettere a proprio agio gli artisti facendoli sentire a casa tra amici oltre che essere un piacere reciproco crea quel feeling positivo che poi immancabilmente esploderà sul palco… ritorniamo in teatro attorno alle 21, c’è già un pubblico numeroso ed impaziente; tutti i nostri timori dei mesi precedenti scompaiono alla vista di tutti quegli appassionati accorsi in massa alla nostra chiamata! Alla fine saremo quasi trecentocinquanta!

Willie gentilmente concede la platea ad un beve set acustico di Miki Martina, un musicista friulano che aveva aperto per lui anche il concerto di due giorni prima  ad Aviano; con un ottima voce calda ed espressiva ci regala una manciata di pezzi suoi ed una splendida versione di The Ghost Of Tom Joad.

Alle 22 tutto è pronto, Garybaldi sale sul palco per ringraziare innanzitutto i ragazzi del Tetris, (senza la loro disponibilità non avremmo potuto concretizzare l’evento…), lo staff del Miela e tutto il pubblico ormai impaziente. Un grande applauso e la Willie Nile Band sale sul palco.

Willie attacca con due suoi vecchi brani del 1991, Place I Have Never Been Before e Rite Of Spring, quest’ultima dedicata all’amico Roger Mc Guinn. Il pubblico comincia a scaldarsi e la band apprezza e ricambia dandoci dentro con evidente entusiasmo: Frankie Lee, un arzillo 58enne picchia duro e non sbaglia un colpo, Johnny Pisano un rocker sciupafemmine già alla corte di Marah e Marky Ramone martella il basso divertendosi un mondo e Jorge Otero ci fa capire dalle prime note che anche la Spagna è capace di sfornare chitarristi strepitosi. Willie è un grande performer e a dispetto dei suoi quasi 62 anni si muove sul palco da vero rocker. Erano anni che a Trieste aspettavamo una serata da vero club newyorkese! Attacca Run dal suo ultimo album con i cori della band perfetti, quasi Byrdsiani; Willie ci regala subito dopo una delle sue più belle songs tratta dal suo primo album datato 1980, una Vagabond Moon da brividi ed anche i più giovani che probabilmente non l’hanno mai sentita prima vengono catturati da questa spendida canzone.

Stiamo già ballando tutti e allora Willie coglie l’attimo e ci regala un omaggio al genius, mr. Ray Charles, una slendida Hit The Road, Jack, cantiamo tutti assieme il celebre riff e la serata è diventata ormai una festa. Segue poi Give Me Tomorrow, quasi un esortazione ad Obama a dare a noi tutti una speranza in un domani migliore. I riff di Willie sono immediati, vanno dritto al cuore e anche chi non ha mai sentito

prima le sue canzoni viene inesorabilmente spinto a cantarle a squarciagola. Una quasi rolligstoniana She’s So Cold raggiunge questo scopo già dal primo riff!

L’impegno civile di Willie si manifesta con una travolgente Cell Phones Ringing In The Pockets Of The Dead ispirata dalla cruda cronaca degli attentati di Madrid del 2004, il pezzo,carico di rabbia, per la tragica assurdità dei tempi in cui viviamo ha un finale durissimo e lancinante.

Willie concede una breve pausa ai ragazzi della band e si siede al piano per regalarci una delle sue più belle ballate, un atto d‘amore per la città che lo ha adottato da una vita: Streets Of New York è di una liricità perfetta e strappa applausi a scena aperta.

Il nostro ritorna al centro del palco e ci introduce nella House Of Thousand Guitars, quasi una visione, e in un attimo chiudendo gli occhi ci troviamo fianco a fianco di Jimi Hendrix, Bob Dylan, Robert Johnson, Hank Williams, John Lee Hooker, Muddy Waters e John Lennon tutti assieme in una casa dalle mille chitarre da sogno.

Innocent Ones la title track del prossimo album in uscita a luglio, è quasi un inno, è Wille la dedica a tutte le vittime innocenti di questo tormentato pianeta.

Segue il reggae avvolgente di When One Stands  ma il bello deve ancora arrivare….

A pranzo Garybaldi aveva proposto di regalare al pubblico di Trieste un omaggio ad un artista di New York che ci lasciato da poco, Jim Carrol, un suo grande amico e Willie non se ne dimentica: dedica al nostro vice-presidente ed a tutti quelli che hanno perso the loved ones una durissima People Who Died,  grazie alla forza incontenibile di questo pezzo Garybaldi si ritrova di colpo per aria a “surfare” sopra i ragazzi del Magic Bus.

C’è ancora spazio per un classico di Willie, una canzone di denuncia  che non manca mai in scaletta, scritta nel lontano 1992, ai tempi di Bush Senior, ma purtroppo rimasta sempre attuale al punto che è divenuta uno degli highlight più coinvolgenti di ogni suo show: Hard Times In America. Immagini di diseredati, homeless senza un futuro né speranza buttati sui marciapiedi… tempi duri in America e non solo… Jorge Otero la infiamma con un assolo potente e noi non la lasciamo finire spingendo Willie ad un interminabile botta e risposta con un pubblico ormai completamente conquistato; non siamo più nella sonnacchiosa Trieste ma nell’ infuocato CBGB’S di New York!  La band trascinata da uno scatenato Willie parte in un medley dedicato ad un altro grande amico che non c’è più,  Joey Ramone: Blitzkrieg Bop, California Sun e Sheena Is A Punk Rocker e si poga tutti assieme, giovanissimi imberbi  e brizzolati rockers,  tutti travolti dallo stesso entusiasmo.

C’è tempo per il bis richiesto a gran voce e allora si balla ancora con (I Can’t Get No) Satisfaction che vorremmo non finisse mai!

Raccolto il generoso applauso del Miela, dopo pochi minuti Willie, ancora sudato, esce dai camerini e  si immerge tra i fans per firmare autografi, per le foto ricordo e soprattutto per ricevere i complimenti di un pubblico che ha realmente raggiunto l’agognata satisfaction.

Quando l’ultimo irriducibile fan se ne è andato lasciamo anche noi il Teatro e conduciamo la band esausta a ripigliarsi in un club cittadino dove davanti a qualche birra “defaticante” facciamo le 3 di notte!

Il mattino dopo il solito infaticabile Garybaldi raggiunge la band in partenza per i saluti, sono tutti talmente stanchi che non scendono nemmeno dal van per un ultimo caffè…li aspetta un’altra serata a 400 km di distanza!.

Ma di sicuro tra poche ore, su un altro palco, davanti ad un altro pubblico entusiasta, grazie all’energia vitale che solo la musica può regalare Willie sarà di nuovo lì a roteare la sua Fender come un ragazzo!

Per Trieste is Rock possiamo davvero dire Missione Compiuta.

L’estate è alle porte e altre serate come questa vi atttendono!!

TRIESTE NOW IS REALLY READY TO ROCK!!

 

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