Intervista a Andrea “Cipo” Belgrado

Abbiamo deciso di festeggiare questo nuovo inizio con una serata che ci porterà idealmente in un club di Seattle attraverso canzoni provenienti da quelle parti e non solo.  La serata vedrà sul palco del Café Rossetti (Viale XX Settembre 45), alle 21.30 ad ingresso libero, due artisti regionali che si esibiranno da soli con la loro chitarra acustica: Mario Iob e Andrea Belgrado.

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Elisa Russo ha intervistato uno dei protagonisti della serata, Andrea Belgrado, per voi:

Per chi non ti conoscesse, mi riassumi brevemente la tua storia musicale?

BELGRADOAndrea Belgrado: «Ho iniziato ad avvicinarmi alla musica fin da piccolo quando in casa c’era sempre un sottofondo di Led Zeppelin, Cream, Pink Floyd e tanto blues, e grazie a mio padre che mi ha introdotto fin da piccolissimo all’amore per la chitarra… dalle pause pranzo delle scuole elementari passate a suonare la chitarra con un mio compagno di classe, mentre gli altri uscivano a giocare a pallone, la passione si è evoluta fino ad oggi… passando per i tanti ostacoli, piaceri, problemi e soddisfazioni ai quali si va incontro nella musica. Devo dire che però sono stato fortunato: potevo sempre suonare a casa con mio papà e in generale in famiglia la musica è stata sempre molto presente. Poi si cresce, i primi gruppi, le prime grandi soddisfazioni, nel tornare a casa e dire “sai suono in una band” e rifiutarsi per principio di tagliarsi i capelli! Insomma, senza dilungarsi, tutto questo mi ha portato ad oggi così come sono. Ho suonato come chitarrista con i King Bravado (che ho sempre nel cuore) con i Black Mamba Rockexplosion come chitarra e voce, ed ora da ormai due anni passati suono la chitarra negli Elbow Strike. Un paio di anni fa avevo messo su una cosa carina (gli Understairs) con un mio grande amico con il quale ho girato un poco tra Italia e Slovenia con cover acustiche di vario tipo ma principalmente puntate sul panorama anni 90 seattleiano, del quale in questa occasione proporrò, con molta umiltà, delle canzoni alle quali per varie ragioni tengo molto».

Che concerto porterai sul palco del Café Rossetti di Trieste il 22 gennaio?

«Porterò delle canzoni in omaggio al grande talento degli artisti che musicalmente hanno cullato la mia adolescenza nel bene e nel male, che sono stati per me fonte di ispirazione e formazione. Avrò anche due ospiti speciali che mi faranno compagnia: Chris Bradley (Elbow Strike) e mio padre».

A Trieste suonarono gli Screaming Trees (a San Giusto), i Nirvana (a Muggia), in anni recenti i Pearl Jam e presto arriverà al Teatro Rossetti Chris Cornell… Voi il 22 proponete un omaggio musicale a Seattle, insomma un legame con la nostra città sembra esserci! Tu che cosa hai amato di più di quel movimento e cosa ti porti ancora nel cuore?

«Sì è vero… ahimè… purtroppo quando c’erano i Nirvana a Trieste nel 91 avevo solo 6 anni e non potevo scappare per andarmeli a vedere, cavolo… gli Screaming Trees, Mark Lanegan, altra divinità. Sì a Trieste sono passati davvero tanti gruppi speciali, infatti Trieste è ricca anche di tantissimi talenti e musicisti speciali. Speriamo si continui con questa ondata di musica che magari potrebbe portare anche ai musicisti locali la visibilità che davvero meritano. Di quel movimento ho amato e odiato tutto, ma lo porto forte nelle viscere del mio cuore; se si può riassumere con una canzone citerei “Love Hate Love” degli Alice In Chains».

Prossimi progetti da segnalare (concerti, dischi in uscita, collaborazioni varie)…?

«Prossimi progetti: la registrazione di un nuovo album con gli Elbow Strike con la collaborazione di vari ospiti speciali che parteciperanno grazie al talento compositivo e pieno di cuore di Chris Bradley (songwriter e leader della band), poi sono aperto, nei limiti di tempo, a tutto. Anche con i Black Mamba mi piacerebbe portare in studio qualcosa di nuovo. Prossimi concerti: saremo con gli Elbow Strike il sabato 23 gennaio al Vitzs a Trieste e con i Black Mamba Rockexplosion il 19 febbraio al Tetris sempre a Trieste».

Di recente hanno chiuso Casa delle Culture, Etnoblog, Grip… Al tempo stesso ci sono tantissime band in circolazione, che momento musicale sta vivendo la nostra città?

«Sì davvero un peccato, anche se non conosco precisamente i veri motivi della chiusura di queste realtà. Di certo sono sicuro che la gente che ci lavorava dava davvero il massimo, e si sa quanti sono gli “impedimenti” ai quali si va incontro nel gestire un’associazione o un locale dove si fa musica… anche se davvero non capisco e non capirò mai il perché, al di là delle normative, del soffocare le realtà che portano amore e felicità alle persone… e se parliamo dei giovani, del togliere loro posti dove trovarsi a fare festa. Spero ci sarà sempre qualcuno che terrà duro! Vedi gli amici del Tetris che continuano a dare il massimo portando le migliori realtà dell’underground e non solo, grande ammirazione. O associazioni come Trieste is Rock che cercano di portare sempre musica in questa città e mantenere vivo lo spirito con tanti eventi. I giovani sono l’energia e il cuore pulsante della società, il nostro futuro… lascio a voi le considerazioni. Sono particolarmente dispiaciuto per la chiusura del Grip nel quale è stato un piacere suonare un paio di volte, in quanto era davvero un locale particolare e delizioso con un’atmosfera super e gestito da due persone fantastiche, che sicuramente avranno avuto i loro validi motivi per chiudere».

 

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