Intervista a … Geoff Tate

geoff tate Mercoledì 2 dicembre alle ore 20.30 Trieste is Rock, in collaborazione con Good Vibrations, porta in concerto al Teatro Miela di Trieste Operation: Mindcrime, il nuovo progetto del leggendario cantante dei Queensrÿche, Geoff Tate. Universalmente riconosciuto come uno dei più grandi frontman nel mondo del rock e del metal, è stato la forza trascinatrice dietro ad una band innovativa come i Queensrÿche, in pista dagli anni Ottanta: ne è stato leader per più di trent’anni e con loro ha venduto più di 25 milioni di dischi. Il solo album «Empire» del 1990 vendette più di tre milioni di copie grazie a hit singoli e tormentoni radiofonici come “Silent Lucidity” e “Jet City Woman”.

A settembre è uscito il disco di debutto, «The Key», il primo capitolo di quella che è stata annunciata come una trilogia epica da Tate stesso, che dice: “Musicalmente quest’album è piuttosto avventuroso”. Su disco tantissimi grandi nomi hanno affiancato Tate: i bassisti Dave Ellefson [Megadeth, Metal Allegiance] e John Moyer [Disturbed, Adrenaline Mob], i batteristi Simon Wright [AC/DC, Dio], Scott Mercado [Candlebox] e Brian Tichy [Billy Idol, Ozzy Osbourne], i chitarristi Kelly Gray [Queensrÿche] e Scott Moughton [Geoff Tate], i tastieristi Randy Gane [Myth] ed il cantante Mark Daly [The Voodoos].

Elisa Russo: Tate, come definirebbe il sound degli Operation: Mindcrime?

Geoff Tate: «Ho passato più di trent’anni a scrivere musica per i Queensryche, così nel mio nuovo progetto OMC, ci sono similitudini naturalmente, ma direi che la mia nuova musica tende di più verso lo stile progressive rock. Il mio motto è: “Nessun limite”».

Perché ha scelto il nome Operation: Mindcrime per questo progetto?

«Volevo un nome che fosse già familiare ai miei fan, e volevo un nome che desse un’indicazione della musica che faccio ora, che è un progressive rock concettuale e narrativo».

Mi dica del nuovo album, “The Key”.

«Il nuovo album “The Key” è sia una storia lineare che un puzzle. Ci sono quattro protagonisti e una trama tortuosa con colpi di scena, che conduce l’ascoltatore da un viaggio tumultuoso ad una pausa interessante, un punto di contemplazione prima dell’inizio del prossimo album».

Ha lavorato con artisti di fama per questo album…

«I membri del gruppo che attualmente mi accompagnano in tour sono Kelly Gray e Scott Moughton alle chitarre, Randy Gane alle tastiere, John Moyer al basso e Simon Wright alla batteria. Kelly, Randy ed io abbiamo cominciato a comporre e suonare assieme nel 1979. Entrambi hanno suonato con me nei Queensryche, negli album e dal vivo. Scott ha suonato nel mio primo album solista ed è stato con me in tour diverse volte. Ho incontrato John quando suonava con i Disturbed e abbiamo suonato assieme al Sturgis Motorcycle Rally. Io e Simon ci siamo incontrati quando lui suonava con gli AC/DC nel 1986. Grandi persone ed eccezionali musicisti».

A quando la II e III parte della trilogia?

«La seconda parte è pronta, aspetta di essere mixata. Uscirà ad autunno 2016. La terza parte sarà realizzata nell’autunno del 2017».

Pensa che i fan che la seguono adesso siano fan dei Queensryche?

«Chiunque abbia apprezzato la musica dei Queensryche apprezzerà il mio nuovo progetto».

Che concerto porta in Itaila?

«Suonerò completamente l’album “Operation: Mindcrime 1” e a seguire una selezione dai miei album passati e qualche brano dal nuovo album “The Key”».

Ha sempre curato i dettagli, compreso il modo di presentarsi sul palco, con OMC propone qualcosa di particolare?

«OMC è un progetto musicale PROGRESSIVE e di conseguenza dà spazio alla mia creatività di espandersi in tutte le aree».

Si è esibito in Italia molte volte, qui i fan la adorano. Conosce qualcosa dell’Italia?

«Sono stato in Italia molte volte negli anni. Ho suonato soprattutto a Milano e Roma, ho visitato Firenze e una volta ho trascorso una splendida settimana di Natale a Venezia con la mia famiglia. La cultura italiana ha influenzato il mondo in molti modi, soprattutto in campo artistico. Sono cresciuto ascoltando ed eseguendo musica classica italiana e poi sono stato influenzato dalla PFM. Nel 2007, ho registrato una canzone in italiano, di Carlo Marrale e Cheope, “Odissea”, per un album dei Queensryche intitolato “Take Cover”».

È una persona molto creativa. Esprime la sua creatività anche in campo extra musicale?

«Sì. Nel 2007 ho realizzato il mio vino, chiamato INSANIA. Da questo mese INSANIA è disponibile in Europa»

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