06 DICEMBRE: LIGHT OF DAY BENEFIT TOUR

VENERDì’ 6 DICEMBRE ore 20,30

Teatro Verdi, Muggia (TS)

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Light of Day Benefit Tour

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evento su facebook: https://www.facebook.com/events/660640190642162/?fref=ts
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Per il quarto anno consecutivo e per noi motivo di onore ritorna in città:

LIGHT OF DAY BENEFIT TOUR

Il sound della East Coast americana a favore della ricerca sul Parkinson, SLA e Sclerosi Multipla.

Una “Acoustic rock night” con la partecipazione di:

– JOE D’URSO da molti anni si sbatte per i club della costa est e di tutta Europa propagandando con sudore e passione una musica che non poco deve ai Wallflowers ed ai Counting Crows; anche Joe ritorna entusiasta a Trieste, dopo lo scorso concerto tutto sudore e passione; grande carica e travolgente energia.

– JESSE MALIN Jesse Malin è un cantautore e cantante statunitense punk rock, nato a Whitestone, nel Queens, New York, il 26 gennaio 1968. Pubblica dischi da solista, ma in passato è stato nella celebre band hardcore Heart Attack, fino al loro scioglimento nel 1983; dopodiché ha suonato con gli Hope, prima di entrare a far parte per otto anni della band glam punk degli D Generation, fino al loro scioglimento nel 1999.
Il suo stile ricorda fortemente la scuola rocker dall’apporto tradizionale, da Bruce Springsteen a Neil Young passando per Paul Westerberg e Steve Wynn; e si distacca dal punk metropolitano che proponeva quando era cantante degli D Generation. Jesse Malin ha iniziato a suonare dall’età di 12 anni, scrivere musica è un vero e proprio bisogno per lui, tant’è che nel corso della sua carriera ha prodotto numerosi album, spinto dal suo entusiasmo e dalla capacità di reiventarsi ogni volta, terminato un progetto riesce subito a calarsi in uno nuovo.

– GUY DAVIS cresciuto nella zona di New York, musicista, compositore , attore, regista e scrittore; ma, soprattutto, un bluesman. Il blues permea ogni angolo della sua creatività e la sua voce dura e senza tempo vi colpirà come un Dust Devil del Mississippi

-– MIKE SPONZA blues, soul e rock’n'roll sono le parole chiave per descrivere il nostro “local hero”; chitarrista, cantante e compositore, presente sulla scena del panorama Blues Europeo dai primi anni ‘90 con uno stile personale, contemporaneo e ricco di sapori diversi. Con lui sul palco Moreno Buttinar alle percussioni.

Con loro, in apertura:

ROB DYE: musicista del New Jersey, che mescola rock, country, R&B, gospel mantenendo sempre la vera essenza di ogni genere.

BRAZOS: giovanissimo e bravissimo esplosivo trio rockabilly triestino. L’ultima sorprendente novità nel vorticoso e creativo ambiente musicale di Trieste.

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L’incasso della serata porterà denaro europeo, altre forze dunque, a chi sta cercando di frenare il Parkinson.
L’intero incasso verrà infatti devoluto in beneficenza metà alla “Light Of Day Foundation” USA e metà a LIMPE – Lega Italiana per la lotta contro la malattia di Parkinson, le Sindromi Extrapiramidali e le Demenze.

Non solo, a beneficiarne saranno anche quanti stanno facendo ricerche sulla SLA e sulla sclerosi multipla. Nel corso dei 10 anni di Light of day sono stati raccolti più di un milione di dollari donati alla ricerca.

Per ulteriori informazioni sulla fondazione Light of Day visitate il sitowww.lightofday.org

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TICKET

info a breve

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STORIA LIGHT OF DAY
“Suono una sera per me e una sera per l’altro ragazzo”. C’era una volta Harry Chapin, autore di canzoni, newyorkese bravissimo a dare di block notes e chitarra, ma bravo forse ancora di più a ritenere che guadagnare una sera su due gli potesse bastare. Suonava una sera per lui e una per chi ne aveva più bisogno: “one night for me, one night for the other guy”, appunto. E lo raccontava orgoglioso, ed anche un po’ logorroico, a chi lo incontrava per caso. Per caso, una sera fu Bruce Springsteen a ritrovarselo sotto la finestra del suo hotel. Erano gli anni Settanta, quando poteva capitare che Chapin e Springsteen dividessero lo stesso motel fuori città, e poi giù a raccontarsi come era andata, ognuno in un club diverso, ognuno con la propria band. Poi Springsteen all’inizio degli anni Ottanta ha scritto e pubblicato “The River” prima di diventare una superstar planetaria, mentre a Chapin è toccato un incidente d’auto sulla Long Island Expressway a pochi chilometri dal prossimo club in cui cantare per “l’altro ragazzo”. Avrebbe devoluto l’incasso in beneficenza quella sera, invece ha trovato la morte. A 27 anni da allora, c’è ancora chi canta “one night for me, one for the other guy”.
L’altro ragazzo si chiama Bob Benjamin e a molti il nome dirà sicuramente poco. E’ una manager di periferia, precisamente del New Jersey del nord, uno che campa gestendo gli interessi e le serate di piccoli rock’n’roller ma che lo fa con la passione di chi finisce col dare alla musica tutto sé stesso, anche le ultime forze. Sta lottando da anni con il morbo di Parkinson ma non molla i club, le chitarre, l’agenda degli appuntamenti. Per lui hanno messo insieme nove edizioni di un evento di beneficenza, il “Light Of Day”, che è attraversato dal sogno che Bob possa farcela. E’ capitato così che sul palco dello Stone Pony di Asbury Park incrociassero le chitarre Bruce Springsteen e l’attore Michael J.Fox, o che Southside Johnny, Garland Jeffreys e altri cantassero le loro canzoni appassionate in cambio di nulla, perché la “cassa” serviva a dare forza alla ricerca sul male terribile che aveva colpito il loro amico.

Alcuni dei protagonisti di quellenotti seguono le orme di Harry Chapin e senza mai mancare l’appuntamento americano del “Light of Day” (“luce del giorno”, dalla canzone che Springsteen scrisse per l’omonimo film dell’amico Paul Schrader), sono anche ospiti fissi di una piccola versione europea di quei concerti.

 

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