Risposta all’articolo de “Il Piccolo” del 06.09.2011

Cari amici rocker e non, ci sono cose nella vita che ti fanno capire se quello che stai facendo è qualcosa di importante e grande o una cosa di minima entità. Ovviamente nel momento in cui ricadi nella prima ipotesi automaticamente ci sarà qualcuno preoccupato da ciò, per paura di perdere chissà cosa, e qualcuno che vorrà tentare di metterti i bastoni tra la ruote. E’ normale. E’ il prezzo del successo, si dice.

Bene, oggi grazie all’azione dell’opposizione politica presso il Comune di Trieste e per opera di un consigliere del Pdl (non faccio nomi, se volete lo trovate.. inutile renderlo famoso in giro per l’Italia per una cosa del genere. La fama deve meritarsela!) abbiamo capito che ciò che è stato fatto dall’ 11 febbraio 2010, giorno di nascita dall’Associazione Culturale Musicale No Profit “Trieste is Rock”, è stato qualcosa di importante. Sono anche queste le cose che servono a persone come noi, che da quella data in maniera assolutamente gratuita e anzi anche rimettendoci di tasca propria destinano un sacco di tempo libero per portare avanti le attività dell’associazione. Ora sappiamo che anche per gli altri esistiamo. Ringraziamo dunque anche per la pubblicità gratuita sul giornale locale, peccato che oltre gli eventi passati non si si è parlato di quelli futuri. Ma fa niente, lo faccio io ora: vi aspettiamo il 29 settembre all’Etnoblog per i White Widdow e il 12 ottobre al Miela con il mitico Eric Sardinas.

Ma ritorniamo a noi e magari rispondendo ad alcune considerazioni di questo consigliere sul Piccolo di oggi:

per ciò che riguarda la nostra associazione si accusano i concerti di Willie Nile del 14 luglio, Dana Fuchs il 25 luglio e la serata con band triestine del 20 agosto. La prima parte delle accuse non riguarda noi, ma riguarda tempistiche, delibere per l’effettuazione delle tre serate (e altre). Non riguarda noi per il semplice motivo che noi non abbiamo preso 1 euro da nessuno per fare queste cose, e non risultiamo in NESSUNA documentazione, perché grazie a Dio per fornire la passione a titolo gratuito non è ancora necessario compilare nessun modulo. Quindi che sia beninteso e chiaro a tutti: Trieste is Rock al Comune di Trieste ha chiesto 0 euro ed ha ricevuto 0 euro. Chissà quanti sarebbero disponibili a donare il proprio tempo e il proprio lavoro senza compenso economico?!?!? Noi lo gridiamo forte!!

Ma ora rispondiamo ad alcuni passi dell’articolo:

“dal sito di Trieste is Rock risulterebbe che, sino al 25 agosto, annoverasse nell’organigramma quale press manager, un consigliere comunale del Pd cioè Giovanni Barbo e che il sindaco sarebbe socio fondatore”

Il giornale riporta anche la replica di Barbo quindi il tutto è stato ampiamente smontato, ma dal punto di vista dell’associazione vogliamo sottolineare come Giovanni Barbo ci abbia aiutato fin dall’inizio e sempre gratuitamente con la gestione dei comunicati stampa vista la sua competenza in materia. Barbo ha ritenuto corretto di non entrare a far parte del consiglio direttivo, atto di grande onestà da parte sua che ha rinunciato all’incarico anche se non c’era il minimo problema di incompatibilità; sugli eventi imputati, inoltre, ha ritenuto corretto che fosse un’altra persona dell’associazione a gestire i comunicati stampa ed infatti con una verifica più precisa il consigliere accusatore (definito dall’articolo “prodigo di link allegati che riportano a documenti elettronici che ne supportano l’inchiesta personale”) si sarebbe accorto come nessun comunicato degli eventi da lui citati è stato inviato dal consigliere Barbo. E questo è ampiamente dimostrabile.

Passiamo alla parte che riguarda il Sindaco: il signor Roberto Cosolini con nessun incarico in Comune e nessuna candidatura presentata ma con una grande passione per la musica, il giorno 11 febbraio 2010 assieme ad altre 11 persone ha dato vita con una firma e un’autotassazione all’Associazione culturale musicale No Profit “Trieste is Rock”. Questo presuppone solo essere uno dei primi 12 soci dell’associazione e come ben si dovrebbe sapere l’essere socio fondatore di un’associazione non comporta assolutamente niente di diverso rispetto all’essere un socio che si iscrive oggi. E’ solo una questione di temporalità e non di ruoli. I ruoli vengono dettati dal consiglio direttivo e nel consiglio direttivo non sono MAI comparsi i nomi di Giovanni Barbo e Roberto Cosolini.

Ora quindi chiunque entri in consiglio comunale non può avere la tessera di associazioni culturali e parteciparne agli eventi? Mi sembra che gli eventi a cui era meglio non partecipare si tenevano in una nota villa del Nord Italia e non a Trieste!

Un’altra cosa che mi preme far notare rispetto al sottoscritto e a tutti quelli che lavorano per l’associazione è quella di non aver MAI fatto, attraverso la stessa, nessun attività con un colore politico o la campagna elettorale per qualcuno. Sfido a trovare sul sito, su facebook o nelle newsletter qualche indicazione a livello politico. E’ la nostra linea e lo sarà per sempre! Persone di ogni età, razza e colore politico che convivono uniti dalla passione del Rock. Se uno vuol fare politica, lo deve fare senza mettere in mezzo il nome di Trieste is Rock.

Altro passo dal giornale:

“a quale delle 2 associazioni sarà erogata la voce di rimborso “spese associazione” ammontante complessivamente a 6mila euro”

L’altra associazione di cui si parla è tale Motoperpetuo che era in cartellone anche con altri eventi finanziati dalla precedente giunta (formata dai partiti di cui il consigliere accusatore fa parte) e che ha ricevuto un contributo supplementare per l’organizzazione di ulteriori eventi stabiliti dalla nuova giunta, tra cui quelli in cui Trieste is Rock in maniera gratuita ha prestato la propria competenza e il proprio lavoro anche nel suggerire degli artisti di qualità e disponibili a venire nei giorni stabiliti in città e lo ha fatto con la massima velocità in modo da poter allestire il cartellone richiesto. Tutto questo ha creato un notevole risparmio da parte del Comune in quanto telefonate, mail, spostamenti vari necessari all’organizzazione sono stati effettuati da tutti noi in maniera volontaria senza il minimo rimborso. Lo sottolineo più volte perché a questo ci abbiamo sempre tenuto. Evidentemente chi accusa sa che la prassi è che qualcuno “ci mangi sopra” (come dimenticare: http://ilpiccolo.gelocal.it/cronaca/2010/12/30/news/trieste-bonus-di-natale-ai-consiglieri-comunali-stanziati-190mila-euro-1.19848 ) e quindi accusa anche gli altri senza verificare! Beh oltre ad avere fatto risparmiare il Comune e aiutato a velocizzare ogni azione di organizzazione rispondo alla domanda posta sul giornale: la voce di rimborso “spese associazione” non andrà sicuramente a Trieste is Rock.

E passiamo ad un altro punto; si fa menzione di tutta una serie di date di delibere e proposte accusando la giunta di aver annunciato prima tali eventi, accuse a cui il sindaco ha già risposto, noi rispondiamo alla parte in cui siamo menzionati:

“il concerto delle Willie Nile Band sarebbe stato pubblicizzato dall’associazione Trieste is Rock sulla propria pagina facebook già il 5 luglio”

Precisiamo che il concerto si è tenuto il giorno 14 luglio quindi solamente 9 giorni dopo, chiunque abbia mai organizzato qualcosa sa che ci vuole almeno un mese di promozione per poter ottenere un buon risultato che non renda vani gli sforzi economici e di lavoro dell’organizzatore. Poi essendo un artista che poteva richiamare pubblico da fuori Trieste era assolutamente necessario comunicarlo per tempo in modo che tutti si potessero organizzare. Abbiamo quindi deciso di promuovere l’evento anche se le pratiche burocratiche erano ancora in via di definizione: se bisognava aspettare la delibera bisognava aspettare il giorno 13 luglio e quindi fare pubblicità in 1 giorno. Bisogna aggiungere altro o è palese a tutti come sia stato assolutamente necessario intervenire prima con la pubblicità?? E comunque questa è stata un iniziativa di Trieste is Rock e non del Comune, quindi in ogni caso sarebbe lei stessa nella parte del torto e il Comune non avrebbe nessun ruolo nell’errore. Sta nella nostra coscienza pubblicizzare eventi solo quando questi sono certi e definiti e saremo sempre noi a rispondere nel caso in cui avremmo pubblicizzato un evento non portato poi a termine, con un danno d’immagine per noi. Se vogliamo ora possiamo anche pubblicizzare un evento che non avverrà mai, ma ad accusarci saranno i nostri associati e la figura pessima sarà solamente nostra. Quindi non vedo possibili capi d’accusa nell’aver creato un evento su facebook, si poteva sempre annullarlo se l’evento stesso non fosse esistito. Ma era assolutamente necessario per la riuscita dello stesso che l’evento avesse almeno 1 settimana di comunicazione. Anche per giustificare l’esborso economico del Comune per metterlo in piedi. Se poi qualcuno preferiva tot euro spesi per una piazza vuota mi stupisco di ciò. Sarebbe stato un ottimo servizio per la cittadinanza…

Detto tutto ciò, termino la nota affermando come l’associazione che presiedo, da quando è nata è andata avanti SOLO con soldi degli associati e di qualche imprenditore cittadino che ci ha aiutato acquisendo pubblicità. Ogni evento è a carico nostro e la copertura dei costi viene fatta con gli introiti citati sopra. Nonostante ciò siamo riusciti a creare ottime attività e a farci conoscere anche fuori dalla città, portando un beneficio alla città stessa a costo zero! Questo ci ha permesso ci ricevere un piccolo contributo comunale erogatoci dalla giunta Di Piazza che ringraziamo, questi sono gli unici soldi entrati dal Comune nelle nostre casse. Se qualcuno vuole ora far polemica anche su questo, faccia pure.

Ci vediamo ai prossimi eventi!

Raphael Udovici

Presidente “Trieste is Rock”

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