STEVE WYNN & MIRACLE 3, 10 NOVEMBRE 2010, Teatro Miela

Steve Wynn & Miracle 3

10 Novembre 2010

Teatro Miela, Trieste

“Everything that rises must resolve” Resolution

Dopo dodici lunghi anni torna a Trieste Steve Wynn, grande artista della scena rock indipendente americana, leader di uno dei gruppi più sottovalutati degli anni ottanta, i Dream Syndicate. Dodic’ anni di grande musica in cui il nostro ha sfornato dischi di spessore e collaborato con artisti del calibro di Peter Buck e Scott McCaughey (bassista e chitarrista di R.E.M) nel supergruppo “Baseball Project” e con il vecchio amico Dan Stuart (leader degli ormai sciolti Green on Red) nei Danny and Dusty, dopo 22 anni, facendone seguire un tour. Il progetto Miracle 3 nasce nel 2003, anno in cui, Steve, affiancato dalla moglie Linda Pitmon alla batteria, Jason Victor alla chitarra e Dave DeCastro (sostituito da Erik Van Loo nei tour europei) al basso, da alle stampe Static Transmission, suo ottavo album solista, preceduto due anni prima dal masterpiece Here Come the Miracles. Segue, nel 2005, …Tick.. Tick.. Tick ed un album dal vivo Live Tick in cui si possono apprezzare a pieno le qualità del gruppo. Nei quattro anni successivi, Steve, lascia a casa i Miracle 3, raggiunge Chris Eckman (leader dei Walkabouts) a Lubiana, città in cui vive, ed incide l’ottimo Crossing Dragon Bridge, disco semiacustico dal sapore mitteleuropeo troppo sottovalutato dalla critica. Ne segue un lungo tour con la Dragon Bridge Orchestra immortalato nel Live in Brussels. Finita quest’avventura e trascorso un periodo di meritato riposo è tempo di tornare ad atmosfere elettriche. Steve decide quindi di radunare il Miracolo dei tre a Richmond, Virginia, e incidere Northern Aggression.

Appresa la notizia dell’imminente tour europeo non ci facciamo sfuggire l’occasione per organizzarne un concerto al teatro Miela.

Due giorni prima, nell’attesa dello spettacolo sotto casa, Alce, uno dei massimi esperti di Steve Wynn in circolazione, e il suo fedele discepolo, incuranti del maltempo (ricordate l’alluvione in Veneto ?) sfidano 400 km di autostrada per andare in avanscoperta a Cavriago (Reggio Emilia) al club Calamita ed assistere alla première italiana del tour. Alle otto, nel bel mezzo del soundcheck, arrivano sul posto del delitto. Steve, persona estremamente cordiale, già amico di Alce da lunga data, incredulo nel vederli con due giorni d’anticipo, li segnala nella guest list.

Alle 22 in punto, circa 150 persone presenti, inizia lo show. Resolution, fulminante brano d’apertura del nuovo disco, apre le danze. Segue un ora e tre quarti incandescente tra brani nuovi e cavalli di battaglia, alcuni firmati Dream Syndicate (quattro dal capolavoro Medicine Show). Stanchi ma felici, soddisfatti dell’anteprima, i nostri fanno ritorno a Trieste, pregustando lo show al Miela.

Il 10 novembre la band, proveniente da Roma, si presenta in perfetto orario e  suona No Tomorrow, richiesta esplicitamente da Marco, e Ribbons and Chains al soundcheck, vero e proprio private show. Finiti i preparativi trascorriamo una piacevole ora a cena con i musicisti, disponibili ed assolutamente esuli dall’arroganza di certi rockers o presunti tali. Qualche bicchiere di vino, carne, quattro piacevoli chiacchiere e giunge l’ora tanto attesa. Teatro Miela abbastanza gremito, alla fine si conterà una partecipazione di circa 350 persone, piacevole atmosfera pre-concerto, giusto il tempo per una birra e via al Medicine Show.

Qui si parte con l’orecchiabile Ribbons and Chains, canzone di chiusura del nuovo disco, segue Cyndy, It was always you da Tick Tick Tick e la già citata Resolution. Il pubblico triestino comincia a farsi sentire. L’intensità e la ricezione sono decisamente superiori rispetto allo show visto due sere prima. Linda Pitmon, batterista e compagna di vita del nostro picchia duro senza sconti per nessuno sapientemente assecondata dal basso pulsante di Erik Van Loo. Se la sezione ritmica funziona, metà opera è fatta. Jason Victor calibra impeccabilmente gli assoli di chitarra intrecciandosi alla perfezione con la ritmica di Steve impegnato al canto, a volte i due planano in brevi jam al fulmicotone.  Primo momento saliente si ha al sesto brano The side I’ll never show tratta dall’ultimo disco in studio di Dream Syndicate Ghost stories. Alla fine si conteranno otto pezzi del Sindacato del sogno.

Qualità degna di nota di Steve sta nel saper riarrangiare un pezzo dall’anima acustica come Love me anyway (da Crossing Dragon Bridge) e incastonarlo tra Bullet with my na

me on it – Now I ride alone e Death Valley Rain – Burn. Vi assicuro che non c’era nessuna perdita di intensità. Lo show, al contrario, è completamente decollato fino ad arrivare ad una vera e propria invasione di palco su Amphetamine con la quale si chiude il primo set. Pubblico in delirio. I nostri tornano per il primo bis, una rivisitazione in chiave country di My old Haunts (ancora Ghost Stories), Carolyn (dal primo ottimo disco solista, Kerosene man) per concludere con uno dei suoi cavalli di battaglia, Boston. La gente delle prime file, sudata e non ancora sazia, lo richiama a gran voce  per un supplemento. Lui risponde alla grande ripresentandosi da solo per una toccante When You Smile, scritta quando aveva poco più di vent’anni, e il “gospel” d’encomio There Will Come a Day, “Verrà un giorno in cui tutti i mali saranno spazzati via e la pazienza sarà ricompensata” ottima chiusura per un ottimo concerto.

Plauso anche al quinto uomo Jan Veltman, fonico e autista del gruppo.

Set List:

Ribbons and Chains

Cindy, It Was Always You

Resolution

Shelley’s Blues, pt. 2

Consider the Source

The Side I’ll Never Show

Colored Lights

Bullet With My Name On It

Now I Ride Alone

Love Me Anyway

Death Valley Rain

Burn

The Other Side

That’s What You Always Say

Amphetamine

My Old Haunts

Carolyn

Boston

When You Smile

There Will Come A Day

Di seguito potete leggere un estratto del diario di Steve, datato 11 novembre 2010, disponibile sul suo sito ufficiale, grazie a Tahnee per la traduzione.

“A Trieste abita un uomo chiamato Mr. Alce.

Il suo vero nome è Maurizio ma è da sempre conosciuto come Alce. Il perchè? Non lo so.

Sono sicuro che me l’abbia raccontato ma ciò successe vent’anni fa, quando suonai per la prima volta a Trieste. Forse la ragione sono i sui capelli ricci e particolari o forse ama semplicemente gli alci.

Ad ogni modo, Alce è uno di quei tipi che trovi in qualsiasi scena musicale che si rispetti, leggermenete più vecchio dei suoi compari e capace di trasmettere i suoi gusti musicali al resto della compagnia ed alle giovani leve tramite eventi, programmi radiofonici o solamente attraverso la sua passione.

E indovinate un pò.. Alce ci riesce benissimo! Ve lo dico io, il vostro scrittore di diari preferito.

Ieri sera ne ho avuto la prova vedendo 350 persone ammassate al Teatro Miela, capitanate da Alce in prima fila, cantare ogni canzone che suonavo.

Il backstage era pieno di vino locale, formaggi, liquori e dolci. La cena è stata un orgasmo di prelibatezze carnivore (anche Jason il nostro pesce-tariano ha avuto una gran fortuna con la pasta alle cozze).

Il primo set si è concluso con dei discepoli di Alce sul palco a cantare “Amphetamine” al mio fianco.. è stata una serata perfetta ed un ottimo esempio dei benefici che la musica può regalare ai veri fan.

Tanto di cappello (e corna) a te, Mr. Alce.”

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