LOWLANDS + CHEAP WINE, 02 LUGLIO 2010, AUSONIA

Venerdi 2 luglio, secondo appuntamento estivo nella splendida cornice dello Stabilimento Ausonia per tutti gli amanti del rock; dopo la serata blues con Tex Mex e Kellie Rucker di quindici giorni prima Trieste is Rock presenta due tra le migliori band della scena indipendente nazionale.

Arrivano infatti in città per promuovere i loro nuovi e recentissimi album due gruppi che, se per storia e formazione sono molto diversi tra loro, hanno però in comune la passione per la musica indie americana, quella più pura e coinvolgente…. In pratica quella che amiamo anche noi!

Per i Cheap Wine è un atteso ritorno dopo lo splendido concerto dello scorso inverno al Tetris, la band di Pesaro guidata dai fratelli Diamantini è in attività da oltre 10 anni, ha alle spalle innumerevoli album di sano e robusto rock  ma con l’ultimo lavoro “Spirits” ha impresso una svolta semiacustica, quasi roots, al proprio sound che ha fatto gridare al capolavoro critica e pubblico; per i Lowlands invece è la prima data nella nostra regione; il gruppo guidato dal songwriter italo-inglese Edward Abbiati si è costituito da pochissimo ma ha già raccolto giudizi estremamente lusinghieri con i primi lavori e sta terminando le registrazioni del nuovo album con l’aiuto di Chris Cacavas (ex Green on Red).

La curiosità e le motivazioni quindi non mancano; abbiamo la certezza di avere davanti a noi questa sera il futuro della miglior musica rock italiana, quella che per precisa scelta artistica avendo optato per  la lingua inglese come mezzo d’espressione purtroppo non arriverà mai in cima alle classifiche di vendita (o di download) del Belpaese, ma, ne siamo sicuri,  troverà invece conferme ed estimatori soprattutto all’estero.

La serata però non inizia sotto i migliori auspici… dopo la buriana di 15 giorni prima che aveva quasi compromesso il concerto di Kellie Rucker anche oggi il cielo plumbeo non promette nulla di buono nonostante le previsioni meteo “favorevoli” consultate freneticamente… non riusciamo a far iniziare in orario il sound check a causa

di un acquazzone che fa ritardare tutta la scaletta di oltre un ora.

Per fortuna alla fine il sole ritorna a far capolino ed il sound check può continuare anche se il pubblico è ormai arrivato ed attende impaziente…

Avevamo previsto una breve apertura con due giovanissimi musicisti triestini Gabriele Giovannini e Milena La Porta; manteniamo il programma nonostante l’ora abbondante di ritardo e veniamo ripagati da una manciata di brani acustici tra cui spicca una splendida rilettura di “4 and 20” di Steve Stills; l’atmosfera è quella giusta per portare sul palco i Lowlands: sei musicisti perfettamente amalgamati tra lo

ro, pronti in ogni brano a stendere un tappeto sonoro per la voce di Edward Abbiati, l’indiscusso leader carismatico ed autore di tutti i brani. Nel sound della band spicca il violino di Chiara Giacobbe, ma anche la chitarra di Stefano Speroni ed il pianoforte di Ste’ Brandinali non sono da meno. I Lowlands sciorinano un set forzatamente ridotto a causa dell’insostenibile ritardo, ma  attingono a piene mani dal loro primo album, “The Last Call”, tra cui spiccano “Friday Night” e  “38th & Lawton” e presentano alcuni brani del loro prossimo album “Gipsy Child”, praticamente terminato da pochi giorni in Inghilterra. Crediamo sia  la prima volta in assoluto che Roots Music ed Americana di questo livello si riversano sul pubblico di Trieste, colto visibilmente di sorpresa ma che alla fine tributa i meritati applausi a questa band che con il nuovo album si farà conoscere anche oltre i nostri stretti confini.

Non c’è purtroppo tempo per il meritatissimo bis e non finiremo mai di scusarci per questo con Edward ed i ragazzi, ma ormai è quasi mezzanotte ed il pubblico inizia a rumoreggiare impaziente in attesa del set dei Cheap Wine. Anche loro sono alquanto nervosi per il ritardo accumulato e temono defezioni tra il pubblico meno motivato, ma bastano poche note del loro set acustico iniziale per fugare ogni dubbio: veniamo tutti catturati dalle sonorità avvolgenti e rarefatte dei brani di “Spirits” con le chitarre acustiche di Michele Diamantini a far da tappeto sonoro alla voce calda di Marco Diamantini; brani come “A Pig On A Lead” o “La Buveuse” o “Leave Me A Drain” strappano applausi a scena aperta.

La presentazione dell’album è rodata dai tantissimi concerti alle spalle, alcuni dei quali sono stati registrati in previsione di un prossimo live, ma per questa serata, a cui i ragazzi tengono moltissimo, i Cheap Wine hanno preparato qualcosa di particolare; la magia infatti cresce con il susseguirsi dei  brani che ad un certo punto, dall’inizio del set elettrico iniziano a fluire uno in coda all’altro senza alcuna pausa, in un crescendo che porta il pubblico ad entusiasmarsi e ad ammassarsi spontaneamente sotto al palco. Il giro di boa del concerto è una splendida “Youngstown” rivisitata in chiave acustica alle quale seguono tutti di fila i cavalli di battaglia frutto di oltre 10 anni di carriera. L’elettrica di Michele Diamantini ormai è incontenibile e l’assolo di “City Lights”  conquista definitivamente anche i più rilassati spettatori.

La risposta del pubblico entusiasma anche i musicisti, quasi increduli,  e così si arriva ad un finale incandescente con una “Boston” ed una “Amphetamine”, due  omaggi travolgenti a Steve Wynn e Dream Syndicate  richieste da uno scatenato parterre e con una ”Rockin’ In The Free World” cantata a squarciagola assieme ai fedelissimi fans del nostro Magic Bus, lo zoccolo duro dei rockers triestini, saliti di forza sul palco assieme ad Edward Abbiati dei Lowlands!

Non c’è tempo nè bisogno per alcun bis…. I Cheap Wine hanno dato tutto, senza tregua e senza prigionieri, ed alla fine il concerto è diventato una vera e propria festa tra amici, come dovrebbe sempre essere quando la passione ed il feeling rimbalzano incontenibili tra musicisti e pubblico.

Il giorno dopo, finalmente rilassati davanti ad un bel cappuccino in Piazza Unità d’Italia, i Cheap Wine ci confessano che quello che hanno ancora negli occhi è stato uno dei loro concerti “top” di una carriera ultradecennale…. È il più bel complimento che Trieste poteva ricevere da questi splendidi ragazzi.

Perché “Trieste is really Rock” !!

PS:

In settembre è uscito il doppio album “Stay Alive” che raccoglie il meglio di tre concerti dei Cheap Wine registrati nella primavera scorsa. Ci sono due buoni motivi per consigliarvi di acquistarlo: oltre ovviamente alla musica, che vi farà rivivere questa indimenticabile serata di luglio, c’è l’obbligo di segnalarvi la splendida foto di copertina….. scattata dal bravissimo Renato “Cif” Cifarelli proprio all’Ausonia nelle fasi finali concitate del concerto! E’ davvero una gran soddisfazione per il pubblico di “Trieste Is Rock” esser stato immortalato nell’immagine simbolo di ciò che ci si attende da un concerto live dei Cheap Wine!

Grazie ragazzi e… see you on the road!

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